Pannelli fotovoltaici: chi ci guadagna?

[fa icon="calendar"] 30/10/18 18.00 / da Gerry Di Piano – Business development manager

Pannelli fotovoltaici: chi ci guadagna?

Credi ancora nelle favole? Allora ti sarai sicuramente bevuto la storia del fotovoltaico come scelta economicamente conveniente per la tua famiglia! Nel mondo reale, però, le cose vanno diversamente. Ecco chi ci guadagna, dall’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Il fotovoltaico fa bene all’ambiente

Il primo a beneficiare dell’energia auto-prodotta dai pannelli fotovoltaici è sicuramente l’ambiente, che vede immessa nell’atmosfera una quantità sempre minore di anidride carbonica.

Secondo le stime del Ministero dell’Ambiente la CO2 risparmiata per ogni kWh prodotto dall’impianto è di circa 500 g. Ciò significa fino a 5 kg di CO2 in meno al giorno, per ogni impianto fotovoltaico residenziale da 3 kW.

Considerando che a dicembre 2017 l’energia prodotta con questa fonte rinnovabile si attestava a 932 GWh (in aumento del 14% rispetto all’anno precedente) è facile capire quanto bene faccia al nostro pianeta utilizzare il sole, invece dei combustibili fossili, quale fonte energetica primaria.

Più valore alla tua casa con il fotovoltaico

Chi installa i pannelli fotovoltaici sul tetto, contribuisce ad elevare la classe energetica della propria abitazione e di conseguenza ne aumenta il valore economico. In fase di compravendita, una casa con il fotovoltaico vale di più rispetto a una che non ce l’ha.

Quindi posare i moduli si rivela un fattore positivo anche per chi opera nel settore immobiliare.

Chi ci guadagna, con lo scambio sul posto?

Installare un impianto off-grid, o a isola, cioè non allacciato alla Rete è conveniente e possibile solo in rarissimi casi. Il collegamento alla Rete va sempre mantenuto, per assicurarsi la possibilità di prelevare energia qualora i pannelli non riescano a produrre tutta l’elettricità che ti serve (cosa che non dovrebbe accadere, se hai dimensionato correttamente l’impianto).

La rete torna poi comoda anche per immettere l’elettricità che viene prodotta durante il giorno, quando magari in casa non c’è nessuno pronto a usarla.

Hanno raccontato anche a te che la vera convenienza di posare i pannelli sta tutta qui, nello scambio sul posto?

Ti hanno mentito.

Quello che ottieni in cambio dal GSE, siglando un accordo di questo tipo, non è un contributo vero e proprio ma una compensazione economica più bassa del prezzo dell’energia acquistata.

Mi spiego meglio.

  • Nelle ore di insolazione i pannelli producono energia per alimentare l’utenza. La parte di questa elettricità che non viene immediatamente utilizzata viene quindi immessa in rete.
  • Di sera o di notte, o nei momenti di richiesta più elevata, l’impianto può non riuscire a soddisfare completamente il fabbisogno di energia. Quindi sei costretto a prelevare elettricità dalla rete, pagandone poi i consumi in bolletta.

La Convenzione di Scambio sul Posto regola proprio questo rapporto tra energia prelevata ed energia ceduta. Il contributo che ti viene riconosciuto per aver immesso energia pulita in Rete va quindi rapportato alla quantità di energia che a tua volta acquisti dal Gestore. Ed è sempre più basso, rispetto al prezzo che l’utente paga quando compra energia dalla rete.

La valorizzazione spettante, calcolata con formule abbastanza complesse, non va a incidere sulle spese fisse come le tasse e le accise, che devi invece versare interamente. Inoltre ti viene riconosciuta ogni 6 mesi (dopo che il GSE ha effettuato tutti i conti), mentre la bolletta per l’energia prelevata la devi pagare regolarmente tutti i mesi.

Alla fin fine, con i pannelli fotovoltaici chi ci guadagna? In questo caso il GSE, perché quello che ti “restituisce” è solamente un rimborso parziale delle bollette che hai già pagato.

Il fotovoltaico non è conveniente, senza batterie per l’accumulo!

Con i soli pannelli fotovoltaici la quota di autoconsumo che riesci a raggiungere è del 40%.

Integrando nell’impianto anche un sistema di accumulo, invece, puoi arrivare fino al 100%.

Ciò significa niente più energia acquistata dal Gestore e, di conseguenza, niente più bollette salate.

Inoltre, invece di immettere il surplus di elettricità in Rete quasi “regalandolo” allo Stato, puoi immagazzinarlo per averlo a disposizione quando effettivamente ti serve.

Come funziona un impianto fotovoltaico con accumulo?

  • I pannelli producono elettricità. La precedenza viene data all’utenza, con l’autoconsumo diretto. Se però in casa non c’è nessuno, l’energia prodotta ma non utilizzata viene convogliata nelle batterie.
  • Alla sera o quando l’impianto non produce puoi sfruttare l’energia gratuita immagazzinata negli accumulatori (autoconsumo differito) per far funzionare luci ed elettrodomestici, senza bisogno di pagare per l'elettricità.
  • Quando le batterie sono completamente cariche, l’eventuale energia elettrica in più viene immessa nella rete nazionale, contribuendo a farti guadagnare qualcosa con lo scambio sul posto.

Con i pannelli e l’accumulo fotovoltaico chi ci guadagna sei solo TU!

 

Vuoi saperne di più sulla possibilità di accumulare energia pulita, da usare gratis quando ti serve? Scarica la Guida al Fotovoltaico con Accumulo che trovi qui sotto.

tutto quello che devi sapere sui sistemi di accumulo per l'impianto fotovoltaico

Categoria: Impianto Fotovoltaico, Pannelli Fotovoltaici

Gerry Di Piano – Business development manager

Scritto da Gerry Di Piano – Business development manager

L’evoluzione e lo sviluppo dell’azienda passano attraverso la trasformazione di un’idea in un’opportunità reale e concreta. Questo processo è il suo campo d’azione. Disponibilità e versatilità sono le caratteristiche principali per affrontare ogni nuovo progetto, ogni nuova sfida.