Impianto fotovoltaico, calcolo scambio sul posto

[fa icon="calendar"] 06/09/18 12.15 / da Luca Corbetta - Responsabile ufficio tecnico

Impianto fotovoltaico, calcolo scambio sul posto

dalla possibilità di reimmettere in Rete il surplus di energia. In realtà, se fai il calcolo scambio sul posto scoprirai che non è poi una scelta così conveniente. Non ci credi? Facciamo due conti insieme.

Partiamo analizzando il funzionamento di un impianto fotovoltaico collegato alla rete.

 

  • Di giorno, quando il sole splende alto nel cielo, i pannelli catturano l’energia solare e la convertono in corrente elettrica. Questa energia viene convogliata alla rete domestica, per far funzionare luci ed elettrodomestici.

  • Se in casa non c’è nessuno, o l’energia prodotta eccede la richiesta istantanea, il surplus di energia può essere immesso in rete o, in alternativa, accumulato nelle batterie.

  • Quando l’impianto fotovoltaico è fermo (di sera e di notte), o la quantità di elettricità autoprodotta non è sufficiente a soddisfare le tue richieste, sei costretto ad acquistare energia dal Gestore e a pagarla poi nella bolletta. A meno che tu non abbia integrato nell’impianto fotovoltaico un sistema di accumulatori, che ti permettono di usufruire di una scorta di elettricità da usare al bisogno.

 

Il meccanismo che consente di immettere in rete l’energia in eccesso per poi prelevarla quando necessario è noto come

scambio sul posto. Lo scambio sul posto:

  • Non è una vendita di energia
  • Non è un incentivo
  • Non è uno sconto in bolletta

Quindi, cos’è? È una compensazione economica tra il valore dell’energia elettrica immessa in rete e l’energia prelevata.

 

Quando acquisti elettricità dal gestore, paghi sempre i tuoi consumi in bolletta. Solo a posteriori (con un acconto semestrale e un conguaglio annuale) il GSE provvede a rimborsarti parte di quello che hai speso, basandosi sulle letture periodiche comunicate dal fornitore dell’energia.

 

Come si calcola il contributo in conto scambio? 

La formula per il calcolo scambio sul posto è abbastanza complessa. 

CS = min [Oe ; Cei] + Cusf x Es

Dove: 

Oe sta per Onere Energia e rappresenta il prezzo pagato dall’utente per prelevare energia dalla rete. Questo dato viene a sua volta calcolato moltiplicando i kWh acquistati per il PUN (Prezzo Unico Nazionale), che varia in base al prezzo di mercato dell’energia.

 

Cei sta per Controvalore di Energia Immessa, cioè il valore economico del surplus di energia prodotta dal tuo impianto, che decidi di immettere in rete. Anche questo dato è il risultato di un’operazione: il totale dei kWh immessi moltiplicato per il prezzo dell’energia sul mercato, stando alla quotazione del giorno precedente all’immissione.

 

Cusf sta per Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario. Esso contiene una parte delle tariffe di trasferimento, dispacciamento e distribuzione, oltre ad alcuni oneri di sistema che ti sono stati addebitati in bolletta e che ti vengono restituiti con lo scambio sul posto.

 

Es sta per Energia Scambiata, ed è proprio il rapporto (in kWh) tra energia immessa ed energia prelevata.

 

Come avrai capito, calcolare a priori l’ammontare della quota spettante per lo scambio sul posto è difficilissimo, anche perché il totale è influenzato dall’andamento del mercato e dai prezzi dell’energia. 

Quel che è certo è che il contributo in conto scambio (CS) è sempre più basso rispetto al prezzo a cui viene venduta l’energia al privato. Ecco spiegato perché.

 

Anche se nel contributo in conto scambio è compreso il rimborso di una parte degli oneri generali di sistema e delle spese di distribuzione e dispacciamento, le imposte che hai pagato in bolletta non ti vengono mai rimborsate.

Addirittura, nel caso a fine anno tu abbia immesso più energia di quella che hai poi prelevato, devi pagare le tasse su questa eccedenza. Ai fini fiscali si trattata di una vera e propria vendita di energia, quindi di un’operazione sottoposta a tassazione. In alternativa puoi sempre mettere a credito questa differenza, e compensarla l’anno successivo. In questo modo, però, allunghi i tempi di recupero del tuo investimento.

 

Non dimenticare, poi, che sei tenuto a corrispondere al GSE un contributo per coprire gli oneri di gestione, verifica e controllo (come stabilito dal D.M. 24/12/2014), anche se hai beneficiato dello scambio sul posto per un solo giorno nell’arco dell’anno.

Queste tariffe sono composte da: 

  • una parte fissa, pari a 30 euro/anno per impianti con potenza superiore ai 3 kW
  • una parte variabile, influenzata oltre che dalla potenza dell’impianto anche dal totale di kW immessi

 

Dal calcolo scambio sul posto è facile intuire come questo meccanismo non rappresenti una soluzione così conveniente, come vogliono farti credere. Invece di convogliare l’energia in eccesso nella rete pubblica, perché non la conservi negli accumulatori fotovoltaici? 

Integrando le batterie nel tuo impianto fotovoltaico puoi sfruttare al 100% il rendimento dei pannelli, immagazzinando l’energia prodotta ma non immediatamente utilizzata. Hai così a disposizione una riserva di elettricità da usare quando ti serve (autoconsumo differito), che ti permette di ridurre notevolmente la quantità di energia prelevata.

 

Con l’accumulo fotovoltaico: 

  • Aumenti la quota di autoconsumo
  • Sei energicamente indipendente
  • Risparmi fino al 90% in bolletta

 

Scopri come funziona un sistema di accumulo e quali sono le caratteristiche delle batterie migliori. Scarica subito la Guida gratuita e consultala dai tuoi dispositivi.

tutto quello che devi sapere sui sistemi di accumulo per l'impianto fotovoltaico

Categoria: Impianto Fotovoltaico

Luca Corbetta - Responsabile ufficio tecnico

Scritto da Luca Corbetta - Responsabile ufficio tecnico

Ingegnere e progettista di impianti elettrici e fotovoltaici civili ed industriali. A capo dell’ufficio tecnico, assieme al suo staff, è attento all’evoluzione delle fonti rinnovabili e al rispetto per l’ambiente e progetta nuove soluzioni di impianti adatti ad ogni persona e ogni edificio.